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Le Scienze disIntegrate

pipponcino
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Io credo che siano chiamate Scienze integrate perchè da oggi in poi Fisica, Chimica e Scienze nei primi due anni potranno essere insegnate non solo da chi ha la laurea specifica ma sarà sufficiente averne una delle tre per insegnarle tutte e tre.

 

Nel 1965 la mia professoiressa di Fisica del Biennio dell'Istituto Tecnico era laurata in Biologia  ed insegnava Fisica e non era l'unica.

 

Grazie per l'attenzione

 

Lucio

 


sandra
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Riporto la realtà della scuola dove insegno. Si tratta di un ISI dove coabitano un Istituto professionale e un Istituto tecnico. Mi limito a raccontare cosa sta accadendo nel Professionale.

Negli Istituti professionali l'insegnamento delle Scienze è limitato al primo biennio. Fino all'anno scolastico passato si trattava di tre ore settimanali di Scienze della Terra nella prima classe, e di tre ore settimanali di Biologia nella seconda classe. Un insegnamento attribuito alla classe di concorso A060 – Scienze naturali, chimica, geografia, microbiologia – per un totale di 99 ore per anno. Da questo anno scolastico si parla di Scienze integrate (Scienze della Terra e biologia), con due ore settimanali nel biennio, accompagnate da Scienze integrate (fisica) sempre con due ore, nella classe prima, e Scienze integrate (chimica) di nuovo due ore, nella seconda classe.  Un lettore ottimista potrebbe essere indotto a pensare: «Bene, le ore di “scienze” sono diventate quattro la settimana!» Purtroppo, questa lettura deve essere contestualizzata. Queste discipline sono state attribuite a classi di concorso diverse: nella prima classe, due ore di Scienze della Terra e biologia fatte da un insegnante + due ore di fisica fatte da un altro insegnante. Il prossimo anno, a questi, si aggiungerà un altro insegnante che farà nella seconda classe due ore di chimica. Nel biennio avremo quattro + quattro ore, rispettivamente due di Scienze della Terra e biologia + due di fisica nella classe prima, e due di Scienze della Terra e biologia + due di chimica nella classe seconda. Al momento il primo effetto è stato la “perdita di ore” da parte dell’insegnante di Scienze della Terra e biologia. A fine luglio un mio collega è stato informato che, perse le ore, avrebbe completato la sua cattedra con le ore in un Liceo a venti chilometri di distanza. Una specie di “precarizzazione” di un docente con contratto a tempo indeterminato da più di venti anni. In compenso il Gruppo Disciplinare si è arricchito di nuovi colleghi, tutti su più scuole. Perché tante tipologie di Scienze integrate? Integrate con cosa? Qual è l’obiettivo di questa operazione? Parcellizzare un già ridotto numero di ore tra più discipline? Aumentare il numero di materie studiate? Accontentare qualche lobby disciplinare? Quanti “spezzoni” di cattedra verranno alla luce e quanti nuovi precari dovranno essere sfruttati prima di avere organici completi per discipline insegnate per due ore settimanali durante un unico anno? È questa la corretta interpretazione delle raccomandazioni “per contenere la spesa”, fornite dall’indagine OCSE- TALIS (Teachers and Learning International Survey, Indagine Internazionale sull’Insegnamento e Apprendimento) 2008, «che la riduzione della durata dell'istruzione sia limitata alle materie non obbligatorie ed eviti le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche, soprattutto negli istituti di istruzione e formazione professionale»? Questo per ciò che riguarda gli insegnanti, categoria sicuramente poco “di moda” di questi tempi. Parliamo degli studenti e dell’insegnamento che dovrebbe stimolare il loro apprendimento. Quali attività anche di sperimentazione poter fare con due ore settimanali, una in un giorno e l’altra in un altro giorno? Cosa rimarrà loro del carosello di materie, ma soprattutto di insegnanti, viste/i per tempi ridotti (le famose due ore limitate al biennio)? Credo molto poco.  Le alternative? Concentrare lo studio delle Scienze Integrate, tutte, al biennio ma con un unico docente; prolungare lo studio di queste discipline oltre il biennio introducendo, a partire dal terzo anno, materie come la fisica e/o la chimica; lasciare le cose come erano. La sperimentazione che ha preceduto il Progetto 92 aveva già affrontato questo tipo di organizzazione disciplinare, ed i risultati non erano stati positivi.

In ogni caso, diamo maggiore dignità alle discipline e alle competenze scientifiche.