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Il riordino dei licei

carlofiorentini
Post: 1

Le scienze sperimentali nei licei

Le linee generali e le competenze prospettate per le scienze sperimentali nei licei sono sostanzialmente adeguate sia alla epistemologia della scienza che alle indicazioni della pedagogia degli ultimi cinquant’anni.
Riportiamone alcuni passaggi:
“In tale contesto riveste un’importanza fondamentale la dimensione sperimentale, dimensione costitutiva di tali discipline e come tale da tenere sempre presente…
Al termine del percorso lo studente avrà perciò acquisito le seguenti competenze: sapere effettuare connessioni logiche, riconoscere o stabilire relazioni, classificare, formulare ipotesi in base ai dati forniti, trarre conclusioni basate sui risultati ottenuti e sulle ipotesi verificate, risolvere situazioni problematiche utilizzando linguaggi specifici, applicare le conoscenze acquisite a situazioni della vita reale, anche per porsi in modo critico e consapevole di fronte ai temi di carattere scientifico e tecnologico della società attuale”.
Ma, ad eccezione del liceo scientifico – opzione scienze applicate, con 13 ore nel caso dello scientifico e, a maggior ragione, con 10 ore negli altri licei esiste una contraddizione insanabile tra la quantità degli obiettivi indicati e il profilo e le competenze prospettate. Il rischio è quello di un’impostazione libresca caratterizzata dal più demotivante nozionismo dogmatico, che vanificherebbe il grande contributo che le scienze sperimentali potrebbero dare alla formazione della persona.
La scelta, non può che essere quella di scegliere ogni anno, in un’ottica di curricolo verticale, un numero circoscritto di problematiche da affrontare in profondità e con un’impostazione epistemologica-metodologica tale da contribuire a sviluppare le competenze indicate.
E’ ovvia l’obiezione che può essere sollevata da molti colleghi: e gli obiettivi che vengono scartati?
Vi sono due indicazioni che non possono essere perseguite contemporaneamente; occorre scegliere o lo sviluppo delle competenze indicate o lo svolgimento di un programma enciclopedico.

Carlo Fiorentini

s.baldi
Post: 3

walter1 ha detto:

A che punto siamo con l’avvio del riordino dei Licei, quali
sono i temi caldi su cui discutere?

Nei due forum che educationduepuntozero ha aperto sul
riordino della secondaria oltre 2700 insegnanti hanno visitato con interesse il
forum sui licei e quello dei tecnici. Il dibattito nei forum è stato invece ancora
troppo ristretto, nonostante sia  concentrato su due temi di grande attualità: 1) chi e come insegnare in quinta liceo una
disciplina obbligatoria in lingua straniera, il CLIL (Salvatore Piccinini); 2) con
quali risorse e metodologie aggiornare gli insegnanti (Paola Molesini).

Ora è necessario rilanciare il dibattito su altri temi,
provo ad elencarne tre che possono essere utili per un confronto.

In tutti i licei è stato introdotto nel primo biennio
l’insegnamento delle scienze naturali (composto da chimica, biologia e scienze
della terra) con un orario settimanale di due ore. Il problema è chi insegna una “pluridisciplina come questa”
e come organizzare e progettare questo insegnamento in modo che sia
significativo?

Nel piano di studi di lingua e letteratura italiana viene
introdotto come asse centrale l’insegnamento della letteratura: è
possibile conciliare lo sviluppo di competenze culturali di base che deve
garantire il primo biennio a tutti gli studenti con una presunta prescrittività
dell’insegnamento della letteratura in senso
anche storico?

Un terzo tema caldo potrebbe essere: è previsto che le scuole  alla
fine del primo biennio valutino le competenze acquisite dagli studenti rispetto
ai quattro assi culturali (linguaggi, matematico, scientifico/tecnologico e
storico sociale) e che allo studente sia rilasciato una certificazione che
attesti i livelli di competenze acquisite. 
Come fare? Su quali criteri valutare? Quale rapporto tra competenze
culturali e di cittadinanza …?

 

Proviamo a discuterne? Su questo è su altri temi.

Walter Moro


 Il tema caldo che mi sta particolarmente a cuore è quello dela valutazione delle competenze, il terzo che hai proposto. A questo proposito volevo allegare qui il link della medializzazione dell'esperienza didattica che una rete di scuole del novarese ha condotto l'anno scolastico scorso (la cui relazione è già stata ospitata al convegno di Firenze La scuola che nasce dal basso).

http://www.liceoantonelli.nova…..index.html

La parte più interessante di questa esperienza – condotta nei bienni delle scuole coinvolte - è stata, a detta di tutti i docenti partecipanti, quella relativa alla valutazione. Se infatti, barando, si fa rientrare la competenza nelle categoria delle abilità, magari  un po' più complicata ma sempre  abilità cioè da misurare tradizionalmente, siamo fritti. Si ricade nel "tutto cambi affinché niente cambi".

Il tentativo che abbiamo portato avanti è stato quello di dare vita a compiti finali in situazione (con indicazione della situazione, ruolo rivestito dall'alunno, destinatario e prodotto della comunicazione) e di valutare  tale prodotti con rubric ideate appositamente per quel compito (anche qui non esiste rubric per ogni stagione per cui, procuratane una, si fotocapia sempre quella). Tale operazione in alcuni casi è stata anche proposta alla classe in una attività di autovalutazione.

E' una grossa partita questa perché potrebbe effettivamente contribuire a migliorare la qualità dell'insegnamento, ma ho la deprimente sensazione che interessi veramente a pochi.

Cari saluti e grazie per tutto quello che fate                   Silvia Baldi

walter1
Post: 2

A che punto siamo con l’avvio del riordino dei Licei, quali
sono i temi caldi su cui discutere?

Nei due forum che educationduepuntozero ha aperto sul
riordino della secondaria oltre 2700 insegnanti hanno visitato con interesse il
forum sui licei e quello dei tecnici. Il dibattito nei forum è stato invece ancora
troppo ristretto, nonostante sia  concentrato su due temi di grande attualità: 1) chi e come insegnare in quinta liceo una
disciplina obbligatoria in lingua straniera, il CLIL (Salvatore Piccinini); 2) con
quali risorse e metodologie aggiornare gli insegnanti (Paola Molesini).

Ora è necessario rilanciare il dibattito su altri temi,
provo ad elencarne tre che possono essere utili per un confronto.

In tutti i licei è stato introdotto nel primo biennio
l’insegnamento delle scienze naturali (composto da chimica, biologia e scienze
della terra) con un orario settimanale di due ore. Il problema è chi insegna una “pluridisciplina come questa”
e come organizzare e progettare questo insegnamento in modo che sia
significativo?

Nel piano di studi di lingua e letteratura italiana viene
introdotto come asse centrale l’insegnamento della letteratura: è
possibile conciliare lo sviluppo di competenze culturali di base che deve
garantire il primo biennio a tutti gli studenti con una presunta prescrittività
dell’insegnamento della letteratura in senso
anche storico?

Un terzo tema caldo potrebbe essere: è previsto che le scuole  alla
fine del primo biennio valutino le competenze acquisite dagli studenti rispetto
ai quattro assi culturali (linguaggi, matematico, scientifico/tecnologico e
storico sociale) e che allo studente sia rilasciato una certificazione che
attesti i livelli di competenze acquisite. 
Come fare? Su quali criteri valutare? Quale rapporto tra competenze
culturali e di cittadinanza …?

 

Proviamo a discuterne? Su questo è su altri temi.

Walter Moro

Redazione

Giriamo una dichirazione di Mariangela Bastico, senatrice del PD: "In questo quadro di illegittimita' e confusione invito il Ministro e il Governo a compiere un atto di responsabilita' rinviando di un anno, con propria decisione, l'applicazione della riforma della scuola superiore: un atto di responsabilita' in nome dei principi di legalita' e per evitare il caos nel prossimo anno scolastico."

FONTE: Agenzia ASCA
http://www.asca.it/news-SCUOLA…..-ORA-.html

paola_molesini
Post: 2

ok…. colpito. rispondo velocemente dalle vacanze.

1) direi che il piano di formazione sia da attuarsi con contenuti metodologici, per cui non credo che l'autonomia delle scuole possa averne danno. direi che dovrebbe favorirsi uno scambio esperienziale tra le scuole e pensare comunque – se vogliamo – a corsi di aggiornamento sulle lingue straniere. per esempio nella mia scuola io promuoverò un corso di aggiornamento dei docenti sull'insegnamento dell'inglese. perchè poi non pensare alla certificazione linguistica? se però ci fosse un piano nazionale, forse le cose sarebbe più facili per le scuole, per non avere un grosso di risorse ed energia……

2) scambi con estero? ottima idea, ma è fattibile? con tutti i tagli che stanno facendo……..

3) faccio finta di non cogliere la nota polemica….. direi che quello dei licei è un riordino e non una riforma, per cui ..

ciao ciao

salvopiccinini
Post: 2

intanto grazie a paola per la risposta.

sono convinto anch'io che, al di là delle critiche possibili, visto che la riforma la si deve applicare, bisogna tentare di farlo nel modo migliore per il bene dei ragazzi.

qualche osservazione.

1) ma … se ogni scuola è autonoma, come farà il ministero a organizzare un corso nazionale?

mi spiego meglio.

nella mia scuola potremmo decidere di impartire l'insegnamento delle scienze in inglese e della storia dell'arte in francese.

in un'altra scuola, discipline diverse …

a questo punto, come si fa a organizzare un corso di formazione unitario?

dunque, saranno le scuole a procedere singolarmente (o in rete) con i fondi destinati all'accompagnamento della riforma?

o bisogna aspettarsi un'iniziativa ministeriale di qualche tipo?

2) (la lancio qui come proposta velleitaria) e se il ministero creasse una rete di scambio con altre nazioni?

incentivando quei docenti disponibili a recarsi all'estero per migliorare la propria capacità linguistica e confrontarsi con altri sistemi formativi.

non sarebbe un bel modo di investire in formazione del personale?

3) nota polemica. nel momento in cui abbiamo ridotto lo spazio dedicato alla filosofia, abbiamo eliminato la letteratura latina dal triennio, abbiamo ridotto il monte ore di quasi tutte le discipline e abbiamo solamente costretto le scuole a insegnare due CLIL … non abbiamo professionalizzato l'indirizzo?

paola_molesini
Post: 2

questo è un vero problema !!! sembrerebbe che questa disposizione sia stata indicata come slogan, senza analizzarne la fattibilità…. Premesso che la "proposta" è comunque interessante e innovativa, in effetti c'è un problema di organici, di ricerca di docenti competenti" e speriamo che la cosa non si riduca semplicemente alla "formazione" di 20 / 40 ore come è avvenuto per l'inlgese alle "elementari"…. teniamo conto che il problema non è solo per il linguistico (anche se in questo caso si parte dalla terza e quindi la scadenza è più vicina) ma riguarda anche il quinto anno deil licei. Posso contribuire dando alcuni esempi, senza pretendere che ciò rappresenti la soluzione al problema, che va affrontato su larga scala e in modo sistematico da parte del Ministero, anche se le scuole possono già cominciare, con la loro autonomia, a fare qualcosa.

Per esempio, esistono scuole dove si sperimenta già l'insegnamento in altra lingua: questo grazie a insegnanti "titolari" che hanno la fortuna (loro e per la scuola di appartenenza) di essere madrelingua. Certo che l'affidamento alla buona sorte non è una soluzione…..

Altra esperienza: quella di partecipare ai progetti che utilizzano gli assistenti di lingua. Il Ministero da qualche anno aveva proposto progetti di tale portata, ma non so come la cosa si sia evoluta nel frattempo.

Nel caso della mia scuola parteciperemo da quest'anno a un progetto che utilizzerà un docente neolaureto in arte in un'Università americana, che svolgerà ore in compresenza con i docenti "titolari" per l'insegnamento di ARTE…

Ovviamente questo implica

a) una disponibilità dei "titiolari" alla co-docenza, alla programmazione e alla condivisione di metodi, strumentii per la gestione comune della classe (con la difficoltà ulteriore dell'insegnamento in lingua)

b) problemi legati alla gestione pratica della "sperimentazione": finanziamento delle spese per coprire il tirocinio, qualche incentivo ai docenti "titiolari", possibilità di prorogare nel tempo l'esperienza, ……

mi rendo conto che anche questa soluzione, su larga scala, non è la "vera" soluzione, ma per ora s può cominciare….. per non arrivare alla scadenza senza una minima sperimentazione….

salvopiccinini
Post: 2

Un'osservazione relativa al nuovo liceo linguistico.
A partire dal terzo anno si studierà una disciplina non linguistica in lingua straniera (una seconda a partire dal quarto anno).
Ma chi le insegnerà?
Gli attuali docenti?
La riforma entra in vigore da quest'anno, dunque fra due anni sarà a regime al terzo anno.
Come si pensa di formare, in questo frattempo, i futuri docenti che, per la prima volta in carriera, dovranno insegnare la propria materia in una lingua estera?

walter1
Post: 2

In effetti è vero, ha ragione il collega che è appena intervenuto nella discussione. Nel Regolamento dei Licei (DPR 15/03/2010) si afferma coerentemente in tutti gli articoli che allo studente devono essere fornite conoscenze, abilità e competenze. Mentre nei piani di studio pubblicati nelle indicazioni nazionali per i Licei le competenze si sono smarrite per strada a favore di un impianto organizzato su programmi dove prevalgono i contenuti in molti casi indicati come prescrittivi. Certo, queste indicazioni prescrittive stridono con il DPR 275/99 in cui viene affermata l'autonomia didattica degli insegnanti, che devono garantire il raggiungimento dei risultati di apprendimento. Però, proviamo a scavare nei programmi dei Licei con strumenti come quelli relativi all'analisi disciplinare per cercare di individuare: le competenze collegandole agli assi culturali; le abilità e le conoscenze; i risultati di apprendimento articolati per il primo biennio, il secondo biennio e il quinto anno. La progettazione didattica, cioè smontare la propria disciplina in conoscenze e abilità finalizzate a raggiungere gli obiettivi di apprendimento, rientra tra i compiti degli insegnanti e non delle Direttive Ministeriali.

Walter Moro

pinopisu
Post: 4

Io mi ritrovo in quanto dice Maurizio Tiriticco nell'articolo qui:

 

http://www.educationduepuntoze…..co11.shtml
 

    Nelle Indicazioni, invece dei contenuti, ritroviamo il dettaglio delle
    competenze relative ai diversi indirizzi, però dei soli istituti tecnici
    e professionali. Nei licei la voce competenza è bandita! Forse le
    competenze sono cose che riguardano cuochi e meccanici, non davvero
    futuri chirurghi o magistrati!

Redazione

L’iter normativo dei Licei (così dei Tecnici e
degli Istituti Professionali) è giunto al termine e dal prossimo anno scolastico
2010/11 i nuovi regolamenti entreranno in vigore a partire dal primo anno. Il
regolamento e le indicazioni nazionali per i licei, dopo al fase di
consultazione, sono stati licenziati nella loro veste definitiva. Tutto il
materiale si può scaricare dal sito dell’ANSAS (http://www.indire.it)
 

Ci sembra importante invitare la community di
Education 2.0 a
discutere in questo forum sui problemi che inevitabilmente emergeranno dall’avvio
della riforma, lanciando alcuni temi di discussione.

 

1. L’impianto normativo di riferimento è costituito
dal regolamento dei licei che definisce l’identità e le finalità delle singole
articolazioni, i quadri orari e il profilo educativo culturale e professionale
delle studente (PECUP).Tale impianto vi sembra adeguato a far raggiungere ai
giovani una qualificata formazione culturale, professionale e sociale?

 

2. Le indicazioni nazionali per i licei vi sembrano
coerenti con il profilo degli obiettivi specifici di apprendimento previsti nel
PECUP?

 

3. Per quanto riguarda il primo biennio di studi, come
pensate di rendere coerente il rapporto tra i risultati di apprendimento, di
cui alle Indicazioni nazionali, e le competenze culturali e di cittadinanza di
cui al DM 139/07? Quali concrete strategie dovranno essere attivate, in sede di
progettazione, per consentire agli alunni sia di adempiere all’obbligo di
istruzione che di proseguire gli studi?

 

4. Il regolamento, in coerenza con il DPR n. 275
(regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche) riconosce alle scuole
una forte autonomia didattica e progettuale. Come vedete il compito che spetta alle
scuole in questo senso? Con quali forme organizzative e strumenti la scuola può
ad esempio realmente utilizzare la quota dei piani di studio rimessa alle singole
istituzioni scolastiche nell’ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni,
quota che non può essere superiore al 20 per cento del monte ore complessivo
nel primo biennio, al 30 per cento nel secondo biennio e al 20 per cento nel
quinto anno?

 

5. A vostro giudizio, quale peso devono avere nelle
attività di insegnamento e apprendimento le Raccomandazioni del Parlamento
europeo e del Consiglio dell’Unione europea relative al Quadro Europeo delle
Qualifiche (EQF, European Qualifications Framework), del 5 settembre 2006, alle competenze chiave per
l’apprendimento permanente, del 18 dicembre 2006, all'istituzione di un quadro
europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell'istruzione e della
formazione professionale, del 18 giugno 2009?

 

Walter Moro