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Il riordino degli istituti tecnici e professionali

mentelab
Post: 1

Coolfierli ha detto:

a) …  Però ci sono anche due importanti fattori comuni: la formazione generale e l'importanza delle nuove tecnologie informatiche e telematiche come ambiente di apprendimento.

 

riprendendo articolo http://www.educationduepuntoze…..2082.shtml


fierli
Post: 1

a) Certo, ha ragione Ballerio: è giusto ricordare che i settori economico e tecnologico sono diversi in molti modi, ma soprattutto in due. Da una parte la "durezza" delle discipline tecnologiche e della loro base scientifica, il sistema dei laboratori e una permanente articolazione in molti specialismi, dall'altra una maggiore unitarietà e l'apertura alle scienze sociali. Però ci sono anche due importanti fattori comuni: la formazione generale e l'importanza delle nuove tecnologie informatiche e telematiche come ambiente di apprendimento.

b) La questione dei reali spazi di progettualità delle scuole richiede qualche articolo di approfondimento. Giuridicamente gli spazi sono notevoli: 20% di autonomia curricolare, natura "indicativa" dei programmi, solo per citare due punti. Il problema sono i vincoli strutturali, amministrativi e contabili (si può fare tutto, ma "senza spese"), ma, diciamolo, anche culturali e professionali: bisogna attivare quel modo di lavorare che mescola buone pratiche, ricerca, progettazione che è poi la base per la crescita professionale. Il problema inoltre è che l'uso degli spazi di flessibilità non è indolore. Un progetto importante può rimettere in discussione routine consolidate, organizzazione del proprio tempo e persino lo spazio della propria disciplina. E' per questo che occorre una progettualità alta e condivisa. A questo punto occorrerebbe parlare dei dipartimenti. Ma questo richiede qualche intervento specifico.

Vale la pena

Ballerio
Post: 1

Il riordino dei tecnici :

a) occore distinguere all'interno dei tecnici il settore economico da quello tecnologico

b) individuare i reali spazi progettuali delle scuole nel rispetto dei vincoli (organico, in primis)

Redazione

Il percorso normativo del riordino degli Istituti Tecnici e
Professionali è oramai a un punto tale da consentire e meritare una riflessione
complessiva. I regolamenti entreranno in vigore nel prossimo anno scolastico
2010/2011. Fra pochi giorni usciranno le linee-guida, che includono le
indicazioni per le discipline del primo biennio, per altro già rese pubbliche
in forma provvisoria. Il tutto è reperibile sul sito dell’ANSAS
(http://www.indire.it).

 

Ci sembra importante invitare la community di Education 2.0
a discutere in questo forum sui problemi che inevitabilmente emergeranno
dall’avvio della riforma, lanciando alcuni temi di discussione.

 

a)      L’impianto generale. Il regolamento
definisce anzitutto le finalità, il profilo culturale e professionale, le
competenze dell’area degli insegnamenti generali e degli indirizzi: vi sembrano
adeguati alla formazione culturale, professionale e civile dei giovani che
entrano negli Istituti Tecnici o Professionali? E vi sembrano adeguati alle
loro aspettative e possibilità? Il regolamento definisce poi i quadri orari, le
discipline, le norme che riguardano l’autonomia, l’organizzazione della scuole.
Vi sembrano ragionevoli e coerenti con il profilo culturale?

b)      Le discipline. L’impostazione delle
indicazioni relative alle discipline per competenze, abilità e conoscenze era
stata già adottata per quelle relative all’innalzamento dell’obbligo a 16 anni,
ma ora diventa il formato di un intero ordine di studi. Vi sembra una novità
importante? E come valutate i risultati di apprendimento fissati per le singole
discipline? Competenze, abilità e conoscenze sono coerenti con il profilo
culturale e professionale? Come pensate dovrebbero essere i rapporti fra di
esse e, in particolare la creazione di percorsi integrati?

c)      Riordino, obbligo scolastico e
certificazione
. Come pensate che si possa rendere coerente il rapporto tra
le indicazioni nazionali riferite alle singole discipline, le competenze
riferite agli assi culturali previsti nel DM n. 139 e le competenze chiave da
certificare all’uscita dal primo biennio?

d)      L’attuazione. Il regolamento attribuisce
alle scuole una forte responsabilità didattica e curricolare. Come vedete il
compito che aspetta le scuole in questo senso? Con quali forme organizzative e
strumenti la scuola può ad esempio realmente utilizzare la quota del 20% di
autonomia? Quali attività e forme di organizzazione saranno necessarie? Quali
strumenti? In particolare come vedete la creazione e i compiti dei
dipartimenti?

 

Mario Fierli